Elenco blog personale

mercoledì 26 dicembre 2018

Apprendimento permanente e curriculum personale



"Chiunque interrompa l'apprendimento è vecchio, a vent'anni o a ottanta. Chiunque continui a imparare rimane giovane. "  
~ Henry Ford

 Mi ha sempre interessato costruire un mio curricolo personale, sin da quando ero al liceo. Ci sono voluti anni, inutili ridondanze e molte letture ma posso dire adesso di avere un quadro relativamente solido a contenere il mio percorso di apprendimento. Il motivo ispiratore è stato: organizzare un  apprendimento permanente.
 Tutti abbiamo sentito pronunciare spesso questa espressione, in molti saremo già impegnati personalmente, altri potrebbero desiderare iniziare a realizzare il proprio quadro di riferimento, che eviti la scoraggiante confusione che nasce dal ricevere enormi quantità di informazioni disorganizzate.
 Prima di andare sul “come”, chiediamoci il “perché”. Una motivazione forte è necessaria per essere consapevoli di seguire un percorso proprio, non di un altro, anzi di nessun altro.
 I motivi possono essere tanti: acquisire padronanza di determinati contenuti o metodi, un avanzamento di carriere, un approfondimento di tematiche mai prima troppo seguite o nelle quali ci si riconosce manchevoli. Oppure sentirsi giovani.
 No, non sto scherzando. Continuare a imparare è altamente e perennemente trasformante, perché tutto quello che impariamo ci aiuta a vedere il mondo con occhi diversi. Perfino con occhiali più alla moda!

"Una mente estesa da una nuova esperienza non potrà mai tornare alle sue vecchie dimensioni".
~ Oliver Wendell Holmes, Jr.

Credo fermamente che essere curiosi sia una benedizione. È una fonte inesauribile di meraviglia e soddisfazione. Sono due sentimenti che dovremmo augurarci di conservare il più a lungo possibile nella nostra vita. L'apprendimento non solo riaccende la fiamma della curiosità che tutti noi abbiamo avuto da bambini, ma la fa anche bruciare.

"L'educazione è l'accensione di una fiamma, non il riempimento di una nave."
~  
Socrate

 Ma queste potrebbero essere le mie ragioni, e ognuno potrebbe giustamente avere le sue proprie. 
Una volta che abbiamo un elenco mentale di motivi per continuare a imparare, dobbiamo trasformarlo in una lista concreta; sì, una lista con carta e penna. Perché  quando l’eccesso di stimoli ci travolge ( e si può essere certi che questo accada),  possiamo sempre fermarci un momento a ricordare perché abbiamo iniziato tutto e procedere con un rinnovato senso di vigore.
Impostare chiari obiettivi di apprendimento è il secondo passaggio fondamentale.
Le ragioni principali alla base dell'apprendimento permanente tendono a essere relativamente astratte (ad es. "voglio migliorare nel mio lavoro"). Nell'apprendimento quotidiano, operare con una ragione astratta in mente può essere molto confuso e dispersivo. Quindi è necessario trasformare queste ragioni astratte in obiettivi di apprendimento concreti e attuabili.
Inutile dire che questo non è un esercizio facile, ma fattibile, tuttavia, con poche ore di riflessione. Poniamo il caso che il motivo astratto alla base del mio apprendimento sia capire come funziona il mondo. Per prima cosa creerei una lista concreta di materie da studiare che mi darebbero una buona idea di come vari fattori economici, politici, scientifici, tecnologici, ecc. interagiscano  per far funzionare il mondo.
In questo modo convertirei il mio obiettivo astratto in una lista di argomenti da apprendere, inclusi, ma non limitati a, fisica, economia, biologia, politica e filosofia. Lo farei procedendo dal generale (una ricerca su Wikipedia) al particolare, aggiungendo sempre maggiori dettagli ma, soprattutto, raffinando la mia ricerca. 
Senza accorgercene, arriveremmo a suddividere il nostro apprendimento in due momenti:
1.               Stock (cioè i concetti fondamentali di un argomento o di una materia)
2.               Flusso (cioè concetti non fondamentali e relativamente nuovi relativi a un argomento o alla materia)
La ragione di questa classificazione non è solo quella di organizzare il vasto numero di concetti da apprendere. Questa classificazione ci aiuta anche a decidere la sequenza di apprendimento di quei concetti. Le sequenze che accompagnano il nostro apprendimento sono cruciali; immaginiamo che ci venga insegnato il calcolo prima che ci venga insegnata la sottrazione. Proprio per questo motivo, i concetti di stock hanno il primato quando si tratta di sequenze di apprendimento. Passiamo ai concetti di flusso solo dopo che abbiamo finito con i fondamenti.Dopo aver attentamente classificato i concetti di un certo apprendimento come stock o flusso, possiamo incorporarli in una sequenza di apprendimento (la chiameremo sda). Non è trascurabile notare che non solo possiamo preparare le sda per concetti in un apprendimento, ma anche per l'intero elenco di apprendimenti ai quali siamo interessati. In effetti, è vivamente consigliabile farlo se la lista di argomenti da affrontare è di dimensioni medio-grandi.
Quando abbiamo finito di creare le sda per le singole materie, abbiamo praticamente finito con l'organizzazione dei nostri contenuti di apprendimento. Dobbiamo solo assicurarci di tenerla aggiornata, man mano che emergono nuovi sviluppi nei settori che ci interessano. Anche rivedere le nostre sda una volta ogni tanto aiuta molto.
L'unica cosa che rimane dopo aver preparato le sda è fare piani di studio e revisione. Ci sono solo tre cose che vorrei sintetizzare a questo punto:
1.               Apprendi argomenti / concetti di stock prima di quelli di flusso; se ci sono nuovi interessanti sviluppi nell'argomento / concetto, annotali e trattali successivamente
2.               Non approfondire troppo in un soggetto / concetto di stock; solo i fondamenti, e lascia il resto come concetti di flusso
3.               Applica il sistema di Leitner per rivedere i vecchi concetti. Si tratta di un sistema di distanziamento del nostro apprendimento che mira a ottimizzare la assimilazione, la qual cosa è estremamente importante quando si ha a che fare con un sacco di informazioni. 

Bene, immagino sia tutto! Riassumendo:
1.               Decidi perché vuoi impegnarti nell'apprendimento permanente
2.               Decidi quali argomenti/materie vuoi affrontare
3.               Organizza quegli argomenti/quelle materie in sequenze di apprendimento
4.               Crea un programma di studio e revisione
Non è facile affrontare un argomento così ampio, ovvero la progettazione del proprio curriculum “personale” (non personalizzato), ho cercato di mantenere il campo di applicazione di questo articolo il più stretto ed essenziale possibile. Ma non sono soddisfatta perché c'è molto di più da dire sull'apprendimento permanente. 
Ci tornerò, magari, più in là.

"La crescita intellettuale dovrebbe iniziare alla nascita e cessare solo alla morte."
~ Albert Einstein


lunedì 3 dicembre 2018

A tale with petals


A tale with petals
by Claudia de Crescenzo


What?
The project plans to guide students of different ages in an experience of collaborative storytelling, encouraging them to think about a topical subject and hugely important for the future of Europe:  the migration from Mediterranean countries.

Partecipants
Two classes of students aged 16-18 in e-twinning with two classes of students aged 6-10 (from schools of different countries, if possible from Spain, France and Poland).

Language
Mother tongue
English

Key Competences 
Social and civic - Cultural and educational skills - Communication and community skills - Interpersonal skills -
 Critical thinking -  Linguistic skills - Technology skills - Learning by doing



Subjects
Art, Cross-curricular, Geography, Literature, Foreign languages, History, European studies, Multimedia, TIC




Assessment and evaluation
Before project: Teachers conduct a brainstorming in class to gather ideas and expectations from students, motivating them to activity.
During project: Teachers expect to suggest the creation of an impact assessment test that takes account of these altogether crucial factors:  
Pedagogical innovation and creativity
Curricular integration
Collaboration among partners schools
Use of technology
Continuity
Results and benefits
In different but appropriate forms the test is done by teachers for teachers and students.
After project: The same assessment benchmarks are considered in the final questionnaire. Application forms for projects are proposed this time to parents too and will be used to adjust the project for its following edition.

Collaboration
Teachers collaborate using Teacher bulletin in Twinspace, but also by videoconferences. They approve outlines (that can be modified in the course of the project), design the project and manage it. They coordinate the activities. Involving students, they create a rubric for evaluation. 
Students collaborate in different ways in different phases: presenting themselves, exchanging points of view and materials by e-mail, chat, videoconference, working in team, developing novels together, creating just one product.

Work Phases
Phase 1: Students create a collage with some images that symbolically represent who they are, what they believe in, what they like, their personality, ideals and talents. Upload it into a Padlet. Then  they are invited to go to a dedicate forum and comment at least two of their partners’ collages, finding some inspiration in a toolbox (in particular adjectives to describe personality) built collaboratively by students and teachers as a wiki.
Elder students realize a tutorial to teach younger students to use simple tools to collect photos (Kizoa or others, like PhotoPeach, Pizap, Pickmonkey, Befunkly…).
Phase 2: Elder students ask family members or people on the street (different age, sex, ...) what they think about the migration situation and make a short video or a presentation (Adobe Spark) ; younger students make the same with their parents. Elder students realize tutorials to teach younger students to use simple tools to create a short video or a presentation.
Phase 3: Elder students research informations about history, geography, traditions and culture in general of islamic countries and exchange their results and their views in a skype conference; younger students collect images from  journals and  imagine stories of rapresented migrants. They collect them and share their comments and impressions on a Padlet.
Phase 4: Younger students make pictures  and give some suggestions to elder students to write novels. Elder students manage a lesson to demonstrate that migrations in the last century involved many european countries, especially Italy, and so it's a situation that happens for centuries.
Phase 5: Elder and younger students in teams of 4 work together to create pictures and stories. Elder students realize tutorial to teach younger students to use simple tool to design the e-book (Calaméo).


Results and dissemination
Students create an ebook and publish the outcomes and the products of their project. They also, using Storyboardthat, customize their novels. All products are diffused on school bulletins, on school websites, on a blog project and on social networks (Fb, Twitter, Instagram...). It is avalaible to students and teachers of all schools involved and included in school's repository 



venerdì 23 novembre 2018

IL BUON VECCHIO COLLOQUIO

Per valutare gli studenti non necessariamente si deve ricorrere ai test: un colloquio informale spesso rappresenta un'opzione migliore.
La valutazione orale può causare ansia sia agli insegnanti che agli studenti. Tuttavia molti di noi sanno che la valutazione non deve essere essere temuta, perché semplicemente aiuta a capire dove si è collocati in termini di apprendimento, e quindi di insegnamento, in modo da poter pianificare i passi successivi.
3 SUGGERIMENTI PER L'UTILIZZO DEL COLLOQUIO PER LA VALUTAZIONE
1. Preparazione per il colloquio: nella pianificazione delle conversazioni per valutare l'apprendimento degli studenti, è necessario prevedere un elenco di domande intenzionali per chiedere agli studenti di assicurarsi che si stiano verificando le proprie conoscenze.
Domande generiche come "Che cosa stai imparando?" E "Dimmi di più su questo argomento" sono utili per far parlare lo studente. Passando a domande e richieste più specifiche, si può iniziare esaminando gli obiettivi di apprendimento nell'unità e creando domande che si collegano a quegli obiettivi di apprendimento e a qualsiasi altro obiettivo esplicito stabilito.
Meglio ancora calibrare le domande. Per esempio si può iniziare con domande su obiettivi e capacità di pensiero più semplici: "Che cosa hai notato in ...?" o "Condividi ciò che il personaggio ha fatto quando ..." , per poi spostarsi verso domande di pensiero di ordine superiore come "Perché pensi ...? " o " Cosa pensi che succederebbe se ...?". Questo consente anche agli studenti di rendersi conto chiaramente dei diversi livelli di apprendimento che si vogliono valutare. È importante sapere che cosa si vuole valutare e avere gli obiettivi in ​​mente mentre si pongono domande e si ricerca il pensiero degli studenti.
È importante ribattere allo studente come un modo per mostrare che si sta seguendo e per consentirgli di chiarire la risposta se non era comprensibile o se era eccessivamente semplificata o del tutto errata.
2. Scegliere tra valutazione formale e discreta: ci sono molti modi di usare i colloqui per verificare la comprensione. A volte osserviamo gli studenti e ci impegniamo in una conversazione informale: questa non è invadente e non interrompe il processo di apprendimento. Quando valutiamo in modo non invadente, gli studenti non sanno di essere stati valutati, quindi questa è un'esperienza a basso rischio.
Possiamo scegliere di rendere la valutazione più invadente: in questo scenario, interrompiamo il processo di apprendimento per verificare la comprensione degli studenti in modo più formale.
3. Documentare i progressi degli studenti: a volte lavorare con carta e matita è anche per un docente tecnologico il modo migliore per documentare l'apprendimento degli studenti. Mentre alcuni potrebbero pensare che questa è vecchia scuola e che prendere appunti su un laptop sia meglio, mi piace avere un semplice foglio di tracciamento davanti a me mentre ho un colloquio con uno studente. Quando ho un computer, potrei concentrarmi sull'immissione dei dati piuttosto che sull'ascolto dello studente.
Uno strumento di documentazione mi consente di raccogliere rapidamente i dati in modo da non distrarre o sminuire la conversazione significativa.
Si tratta di forme di documentazione veloci che non richiedono molte annotazioni. Se fin dall'inizio si hanno chiari gli obiettivi di apprendimento che si vogliono verificare, è sufficiente un semplice segno di spunta a una check list piuttosto che lunghe note o giudizi discorsivi.
Invece di essere ossessionati dal pensiero che una valutazione debba essere un grosso problema, possiamo usare i colloqui per valutare gli studenti con basso stress e a basso rischio. Possiamo scegliere di rendere tali conversazioni formali o informali, ma dovremmo arrivare ai colloqui pronti a porre agli studenti le giuste domande tarate sugli obiettivi da verificare.
Questo, naturalmente, non è niente di nuovo, è semplicemente un'affermazione di ciò che gli insegnanti già fanno. E' solo per ribadire che le conversazioni con gli studenti confermano che le relazioni sono importanti e possono portare a un migliore apprendimento dei nostri alunni.

martedì 13 novembre 2018

How can a collaborative project help me in my teaching?

Teaching is not an easy job, also because it oscillates between the consciously adopted strategies and established practices and habits, which derive from our character and our experience.
I believe that a right mediation, inspired by common sense, is the right way. 
In teaching I attach great importance to the relationship with the students, towards whom I strive (wishing to succeed) to be authoritative, with episodic encroachments in the maternal (more in the relationship with the individual than with the class group) and in the authoritarian (errare humanum est). 
I believe a lot in the involvement and in the collective participation, the class group that confronts, collaborates, mistakes, corrects, grows, even in moments of verification that become, in this way, verification of the path that the class is making. 
An aspect  I am still not satisfied is the evaluation: I know very well that it is fundamental, both for the pupil's growth and to calibrate our work and adapt it to the needs and needs that emerged, but psychologically I live badly, perhaps because I can not consider it a judgment of the pupil himself, rather than his path, as it should be.

sabato 3 novembre 2018

Analisi in tempo reale e valutazione formativa


Nei sondaggi sui bisogni formativi dei docenti è sempre più richiesta una riflessione sui temi della valutazione. Vero è che valutare è compito difficilissimo, sicuramente richiede di essere in qualche misura degli studiosi dedicati, perché non ci si può improvvisare valutatori né ridurre la questione alla produzione di griglie o rubric, come se il passaggio dalle une alle altre risolvesse davvero i problemi.
Valutare gli studenti è diventato ancora più complicato da quando si sono diffusi i test, in cui la portata dell'apprendimento e dell'insegnamento sembra coincidere solo con ciò che può essere misurato. E quando i risultati di test standardizzati vengono percepiti come termini di  misura di responsabilità, troppo spesso si genera una catena di incentivi perversi in tutto il sistema educativo, per cui le prestazioni del test possono diventare più desiderabili delle più sostanziali esperienze di apprendimento.

Ma la valutazione è molto di più dei risultati dei test standardizzati, pure necessari per altri versi e altri scopi. Affinché la nostra pedagogia possa progredire e le cosiddette abilità del ventunesimo secolo producano gli effetti attesi, abbiamo bisogno di metodi affidabili per monitorare la conoscenza e la comprensione degli studenti - per quanto ne siamo capaci - e di intervenire sui processi immediatamente. Abbiamo bisogno di una valutazione formativa.
La valutazione formativa è, per prendere a prestito da Dylan Wiliam, un insegnamento reattivo. L'apprendimento è ottimizzato quando gli studenti ricevono un feedback sui loro processi mentali. Il feedback dovrebbe essere istantaneo e attuabile, regolare e accurato. Nessuna singola valutazione porta il giudizio o la pressione di un esame ad alta posta in gioco. La valutazione formativa non riguarda il voto o il livello, piuttosto rappresenta un supporto agli studenti per riflettere attivamente durante il loro apprendimento. Si concentra sul processo e sull'affinamento di conoscenze e abilità. L'alta posta in gioco e i meccanismi perversi degli esami lasciano il posto a una guida pratica su cosa fare per migliorare. La valutazione formativa segna un cambiamento dalla valutazione di apprendimento alla valutazione  per l'apprendimento.
Come da anni cerco di sostenere, il mezzo digitale è un valido alleato per questo tipo di valutazione. Ciò non vuol dire che i prodotti digitali sostituiscano l'osservazione, il giudizio e il feedback degli insegnanti: niente e nessuno, se non l’insegnante, può rilasciare il giusto feedback sugli elementi di apprendimento più profondi e olistici. C'è, tuttavia, un corpus significativo di conoscenze / abilità che  gli studenti dovrebbero acquisire che si presta alla valutazione formativa e può essere gestito dalla tecnologia.
Ad esempio ci sono applicazioni che monitorano i comportamenti e gli input in tempo reale e rispondono in base alle esigenze e alle necessità individuali. Per non parlare degli ambienti di apprendimento collaborativi.
Un'esperienza di apprendimento digitale ben progettata catturerà allo stesso modo gli elementi del pensiero degli studenti e fornirà un feedback immediato per farli andare avanti: più l’ambiente è intelligente, più il feedback sarà personalizzato. Tale modalità enfatizzerà il miglioramento prima ancora della prestazione, integrando gli insegnanti nel ciclo di feedback, rendendo l'analisi immediatamente disponibile in modo che il  giudizio possa  far progredire l'apprendimento degli studenti.

Tra tanti, il potenziale meno sfruttato dell'apprendimento digitale è proprio l'integrazione di valutazione e apprendimento. Gli ambienti più ricchi riescono a sottendere la valutazione nell'esperienza di apprendimento addirittura attraverso il gioco, per cui mentre l’alunno immagina di giocare in mondi virtuali,  neanche immagina le strutture di misurazione sottostanti il gioco stesso. Ma l'apprendimento basato sul gioco, ahimè, è ancora guardato con sospetto, sebbene il gioco possa essere un umile servitore dell'apprendimento e dell'insegnamento.


Pur non esagerando ciò che la tecnologia può misurare, l'analisi in tempo reale offre un enorme potenziale per consentire le valutazioni più pratiche e alte. E se parlare di valutazione in questi termini può impressionare qualcuno, possiamo sempre coniare una nuova espressiona: che ne dite di  insegnamento reattivo?


giovedì 1 novembre 2018

Un nuovo modello educativo: la Khan Academy

Salman Khan ha ricevuto riconoscimenti a livello mondiale per i suoi video su Khan Academy, che hanno dato il via a una discussione su come sfruttare l'apprendimento online nell'ambito dell'istruzione. 



Tuttavia, la maggior parte della stampa fraintende la sua filosofia che è esposta nel suo nuovo libro "The one world schoolhouse"Mentre la tecnologia gioca un ruolo chiave nel raggiungimento della portata globale, questa è solo una piccola parte della sua visione per il futuro, nel senso che è piegata alle finalità della didattica invece di dirigerla.
Khan comprende la difficoltà di cambiare sistemi di grandi dimensioni ma non ha scritto un manifesto. Piuttosto, il libro è una miscela mozzafiato di aneddoti personali, una lezione di storia e l'esposizione di alcune idee molto dettagliate per il cambiamento. Dal momento che questo testo non ha ricevuto abbastanza attenzione, ne sintetizzo qui di seguito i principali passaggi.

Elimina le valutazioni in scala (A, B, C)

I bambini o capiscono un concetto o non lo fanno. È sbagliato prevedere una gradualità nella valutazione se alcuni concetti chiave non siano stati compresi.

Lascia che alunni di età diverse apprendano insieme

Piuttosto che cercare di insegnare lo stile della catena di montaggio, sarebbe il caso di fornire agli alunni le risorse per perseguire la conoscenza da soli. Ciò significa consentire ad alunni di età diversa di stare insieme e aiutarsi a vicenda. Gli studenti più grandi imparano ad assumersi responsabilità, i  più giovani imparano dai più grandi e tutti agiscono con maggiore maturità.

Rimuovi i confini tra gli ambiti della conoscenza

Poiché la conoscenza è naturalmente connessa e i giovani hanno doni diversi, bisognerebbe lasciarli esplorare al proprio ritmo per scoprire le connessioni tra le conoscenze. Alcuni potrebbero voler approfondire un argomento tecnico, mentre altri potrebbero perseguire il pensiero aperto e la creatività.

Inverti l'ordine della lezione e dei compiti

Gli studenti dovrebbero potere guardare le lezioni a casa o nel loro tempo libero, quindi portare in classe le loro domande e i "compiti"  per risolvere i problemi con i compagni e gli insegnanti.

Gestisci ambienti di apprendimento in team con altri docenti

Gli insegnanti dovrebbero affiancarsi e aiutarsi a vicenda in un'aula fisica e collegati attraverso il web con il resto del mondo. Sarebbe un bel punto di forza! Basta con le gelosie e le competizioni!

Usa l'estate piuttosto che sprecarla

Una vacanza di tre mesi ogni anno deruba gli studenti di slancio ed è per loro un motivo per disimparare. Sarebbe preferibile riservare le vacanze per quando un individuo ne ha effettivamente bisogno. In questo modo nessuno perderebbe mai una lezione perché tutti lavorerebbero al proprio ritmo. Le pause di ciascuno non arresterebbero l'intero sistema.

Segui i progressi

Utilizza strumenti che misurino i progressi degli apprendimenti:

  • Un portfolio di lavoro  per vedere cosa fanno gli studenti da soli
  • Una narrazione pluriennale di ciò che lo studente ha imparato e in che modo
  • Una registrazione della loro abilità e dell'impegno nell' aiutare gli altri

Ricorri a percorsi di ASL costruttivi 

E' utile sviluppare relazioni con il mondo locale dell'impresa in modo che gli studenti possano sperimentare come la conoscenza viene utilizzata nel mondo reale e persino affrontare compiti più impegnativi. 

Non confondere il possesso di un titolo con la padronanza dei contenuti del sapere e delle competenze

L'apprendimento avviene indipendentemente dalla capacità di una istituzione di distribuire un titolo finale. Se uno studente ha ricevuto un'ottima istruzione, non dovrebbe importare dove se la sia procurata. Esiste un apprendimento formale, ma si impara tanto anche in modo informale e/o non formale. Potrei sapere parlare inglese pur senza avere conseguito una certificazione, così come potrei avere conseguito una certificazione di livello alto pur senza sapere esprimermi o senza comprendere l'inglese.
Ciò che amo di questi esempi è il modo in cui uniscono conoscenza e abilità. Piuttosto che trattarli come termini che si escludono a vicenda, sottolineano come la conoscenza possa essere raggiunta attraverso l'abilità. Nella sua conclusione Khan affronta anche la questione della "creatività, può essere insegnata?".
Non pretende di avere questa risposta, ma crede che un apprendimento permanente possa esserne un giusto presupposto.
Il Sig. Khan riconosce i rischi di un modello "taglia unica", in particolare a livello globale. Quindi le sue proposte sono principalmente volte per aiutarci a capire che l'istruzione può avvenire in un modo molto diverso.

martedì 16 ottobre 2018

Pensieri 1

Nel nostro ruolo di educatori, abbiamo il privilegio e l'opportunità di fare la differenza nella vita dei nostri studenti. Porgiamoci con empatia ed entusiasmo!


Oltre la scuola trasmissiva - un webinar col prof. Zecchi



Webinar eTwinning con il prof. Enzo Zecchi. Il webinar prevede una prima parte orientata ai metodi per una didattica centrata sull’alunno e in grado di favorire lo sviluppo delle competenze. Sarà poi introdotta la “Valutazione Autentica” come forma di valutazione coerente.


lunedì 1 ottobre 2018

Tutorial KIALO

Kialo non è soltanto uno strumento utile per il brainstorming; consente, infatti, di esprimere opinioni, confrontarsi con altri rispetto a una questione e sviluppare senso critico. 
di Kialo mi piace molto il fatto che mostri la struttura dell'argomentazione a mano a mano che essa si articola, consentendo anche una riflessione sul suo andamento.


Tutorial Kialo from la prof cdc on Vimeo.

sabato 29 settembre 2018

Scienze vs Letteratura?

Combinare scienza e letteratura può aiutare gli studenti a impegnarsi più profondamente in entrambe le discipline.

Troppo spesso, quando consideriamo come collegare scienza e letteratura, pensiamo di usare la letteratura per avvicinare alla scienza, magari proponendo la lettura di un romanzo a tema scientifico o la biografia di un famoso scienziato.
Ma potremmo anche invertire l'ordine e usare gli esperimenti scientifici come un modo per dare vita alla letteratura. Oppure potremmo usare la letteratura come un modo per rispondere ad alcune delle domande sulle finalità che la ricerca scientifica si propone.

Alcuni docenti di Chicago, rilevando che molti studenti non erano interessati alla scienza e imparavano gli argomenti a memoria, per stabilire legami più significativi con le scienze hanno sperimentato un modo creativo per proporre questa disciplina.



L'ESPERIMENTO è stato quello di usare la scienza come un pretesto per coinvolgere gli studenti nella lettura di testi anche complicati.

Beowulf è una classica storia piena di mostri, un velenoso drago sputafuoco, descrizioni di battaglie, arti lacerati e teste sanguinanti e mozzate, nota ai ragazzi attraverso il videogioco dedicato.

Molti degli studenti delle scuole superiori non leggevano Beowulf, perché ne trovavano la lingua troppo difficile. Anche quando si provava a proporre attività di disegno e giochi di ruolo, era ancora difficile coinvolgere completamente tutti gli studenti.

Sono state perciò previste alcune lezioni di scienze per rendere la storia più accessibile. In una lezione, gli studenti si sono sfidati nella realizzazione del proprio modello 3D di Grendel, la madre di Grendel o il drago a partire dalle descrizioni contenute nel testo e spiegando le inferenze nei casi in cui non fossero disponibili descrizioni specifiche. Gli studenti hanno prodotto robot di carta e hanno imparato come costruire i circuiti usando i LED per illuminare i loro mostri e i motori a batteria per far muovere i robot.

Un ulteriore spunto è stato sviluppare un'arena dove fare agire i personaggi inscenando dei combattimenti tra mostri per discutere sulla probabilità dei risultati e le caratteristiche comportamentali e fisiche dei predatori anche in natura: quali adattamenti aiutano i predatori a superare la loro preda? quale di questi adattamenti dovrebbe verificarsi in un mostro per poter sconfiggere Beowulf?

Con attività del genere gli studenti acquisiscono un senso più profondo della letteratura, perchè sono spinti a pensare a scenari alternativi come: cosa sarebbe accaduto se Beowulf avesse perso contro Grendel? come muterebbe il senso complessivo del poema se Beowulf non uccidesse il drago?

Le lezioni hanno coinvolto anche la chimica, l'anatomia e la fisiologia e gli alunni si sono interrogati: che caratteristiche fisiche avrebbe un drago e quali tossine lo renderebbero velenoso? cosa dovrebbe mangiare un drago sputafuoco per poter respirare il fuoco? cosa succederebbe davvero se un braccio fosse strappato da un corpo in battaglia?

Un'altra idea è stata usare la storia di Frankenstein per rendere più coinvolgente un'unità scientifica sui circuiti. Agli studenti di livello medio-elementare e superiore non è stato detto di leggere il romanzo, ma si è preso spunto da citazioni in esso contenute per raccogliere informazioni sul personaggio, avviare discussioni più profonde e sviluppare abilità di comprensione della lettura.

Il mostro di Frankenstein è stato utilizzato per riflettere sui modi e sull'etica della scienza. Gli studenti sono stati invitati a raccogliere una serie di oggetti da assemblare per costruire piccoli robot cui dare vita attraverso motori e circuiti.

Successivamente al momento creativo, gli studenti hanno riflettuto sul processo, spiegando e valutando il design e la funzione della loro creatura. Di qui una serie di considerazioni più profonde: poichè la creatura creata dal Dr. Frankenstein è brutta, la gente crede che sia malvagia, e poiché la gente si aspetta che si comporti come un mostro, alla fine la creatura diventa cattiva.

Gli studenti sono quindi stati sfidati a rispondere a queste domande:
Se Frankenstein avesse creato una bella creatura, le persone avrebbero reagito diversamente?
Come pensavi e cosa, mentre decidevi che aspetto dare al tuo robot?
Quale responsabilità hanno gli scienziati e gli inventori quando creano nuovi oggetti?


LE CONCLUSIONI
Queste lezioni attirano gli studenti poco interessati alle scienze: essi si rendono conto che la creatività è una parte importante della scienza e acquisiscono fiducia quando si rendono conto che la scienza è una disciplina che si collega a tante altre discipline. 
Le lezioni sfidano, d'altro canto, gli studenti dalla mentalità scientifica a sviluppare la fantasia e a pensare in modo più creativo.

giovedì 27 settembre 2018

Tutorial Tour Creator

Si tratta di una applicazione piuttosto recente di Google che si presta a compiti di vario genere: costruire un itinerario, per esempio. In tal caso consente di sviluppare molteplici competenze: storico-geografiche, di lingua madre, di lingue straniere, di cittadinanza.


tutorial Tour Creator from la prof cdc on Vimeo.

lunedì 24 settembre 2018

Tutorial IMPARI

IMPARI nacque come risorsa libera. Ora è una risorsa freemium e purtroppo la costruzione di rubriche è una operazione che si può compiere solo a pagamento.


Rubriche su Impari from la prof cdc on Vimeo.

domenica 23 settembre 2018

Tutorial LINO

"Lino" è una risorsa che sostituisce perfettamente "Padlet". 

Utile per avviare un brainstorming, per lavori collaborativi, per progettare o sintetizzare percorsi, per raccogliere materiali.