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Saranno loro, più di altri, a trovare il proprio spazio nell'era dell'intelligenza artificiale.Perché se il vecchio mondo premiava soprattutto la specializzazione, la competenza tecnica e la capacità di eseguire, il nuovo mondo richiederà qualcosa di diverso.
Persone capaci di pensare oltre gli schemi.
Di mettere in relazione idee apparentemente lontane.
Di immaginare possibilità prima ancora che diventino realtà.
Di trasformare informazioni in visioni, conoscenza in cultura, tecnologia in esperienza e idee in significato.
L'intelligenza artificiale sa elaborare, combinare, generare.
Ma non decide che cosa merita di essere immaginato.
Non attribuisce da sola un significato al mondo.
Non crea una visione del futuro alla quale valga la pena aderire.
Può generare contenuti.
Gli esseri umani, quando pensano, immaginano e creano, possono generare mondi.
Ed è forse proprio questa la competenza più preziosa nell'era dell'AI: non saper fare ciò che una macchina può fare meglio, ma saperle chiedere ciò che una macchina non può decidere al posto nostro.
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