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sabato 22 novembre 2025

Quando l'aula diventa un paesaggio di apprendimento

 
Immaginate di entrare in una scuola dove i corridoi non sono più semplici passaggi anonimi tra una lezione e l'altra, ma luoghi vivi dove studiare, confrontarsi, scoprire. Dove le scale diventano anfiteatri naturali per presentazioni spontanee e gli angoli nascosti sotto di esse si trasformano in nicchie raccolte per la lettura. Dove l'aula tradizionale, con i suoi banchi in fila rivolti verso la cattedra, cede il posto a spazi flessibili che si riconfigurano a seconda dell'attività: a isole per il lavoro cooperativo, a ferro di cavallo per il dibattito, ad anfiteatro per le presentazioni.
Non è una visione utopica, ma una necessità pedagogica sempre più urgente. Le ricerche dimostrano che l'ambiente di apprendimento può incidere fino all'80% sul rendimento degli studenti e sulla motivazione dei docenti. L'aula tradizionale, quel modello che l'educatore David Thornburg fa risalire addirittura al 1300, non risponde più alle esigenze di una didattica attiva, collaborativa e centrata sullo studente. È tempo di ripensare radicalmente gli spazi in cui insegniamo e in cui i nostri studenti apprendono.
Il cambiamento parte da una domanda fondamentale: la nostra scuola è un ambiente pensato per insegnare o un ambiente ripensato per apprendere? La differenza non è solo semantica. Il primo modello colloca il docente al centro, in una posizione di trasmissione verticale del sapere. Il secondo riconosce che l'apprendimento è un processo attivo, sociale e distribuito, che può avvenire ovunque nell'edificio scolastico.
È qui che entra in gioco il concetto di "Learning Landscape", il paesaggio di apprendimento teorizzato dall'architetto olandese Herman Hertzberger. Questa visione supera la rigida separazione tra aule e spazi comuni, considerando l'intero edificio come un ecosistema integrato e permeabile. La scuola diventa simile a una città: con le sue "strade" (i corridoi), le sue "piazze" (le aree comuni), i suoi angoli intimi e i suoi luoghi di incontro, tutti progettati per favorire contatti, confronti ed esperienze significative.
Hertzberger descrive questa trasformazione attraverso quattro fasi progressive. Si parte dall'arricchimento dell'aula tradizionale con angoli e nicchie, si passa all'attivazione dello spazio-soglia tra classe e corridoio, si arriva a concepire l'aula come "home base" da cui partire per attività distribuite in tutto l'edificio, fino alla dissoluzione completa dell'aula tradizionale in favore di un vero paesaggio didattico multiforme.




Partiamo dal cuore della questione: la nostra aula. Non si tratta di sostituire semplicemente i vecchi banchi con arredi più moderni, ma di ripensare radicalmente la funzione dello spazio. L'aula flessibile è un ambiente operativo riconfigurabile, dove la disposizione degli arredi diventa essa stessa uno strumento pedagogico che definisce relazioni e modalità di lavoro.

Pensate a quanto cambia la dinamica didattica quando passiamo dalla disposizione "a platea" – ideale per la lezione frontale ma che scoraggia l'interazione tra studenti – a quella "a isole", perfetta per il lavoro collaborativo ma inadatta alla spiegazione frontale. O considerate il setting "a ferro di cavallo", che favorisce il dibattito permettendo a tutti di guardarsi, ma che crea problemi di visione laterale e di illuminazione. Ogni configurazione ha i suoi vantaggi e i suoi limiti, e la vera flessibilità consiste nel poter scegliere, di volta in volta, quella più adeguata all'obiettivo didattico.

La tecnologia gioca qui un ruolo di mediatore strategico. La LIM, i tablet, i PC non sono semplici strumenti da aggiungere all'aula tradizionale, ma catalizzatori di un cambiamento più profondo. Come afferma David Thornburg, il vero potere della tecnologia emerge quando la usiamo per fare cose che non potevamo fare prima. Liberati dal compito di trasmettere informazioni – funzione che oggi può essere assolta da un motore di ricerca – noi docenti possiamo finalmente concentrarci sul nostro ruolo di facilitatori, registi dell'apprendimento, costruttori di comprensione.



Quante volte abbiamo percepito il corridoio come uno spazio "punitivo", un luogo di transito anonimo e privo di significato? Eppure, se ci pensiamo, i corridoi rappresentano una quota significativa della superficie scolastica. Trasformarli in arterie vitali dello spazio di apprendimento può avere un impatto trasformativo sull'intera cultura della scuola.

I corridoi possono diventare zone di lavoro e relax, con nicchie e sedute che invitano alla sosta e al lavoro individuale o in piccolo gruppo. Possono ospitare spazi assembleari per incontri informali e presentazioni. Possono accogliere attività didattiche specifiche, come i percorsi motori realizzati a pavimento per stimolare la coordinazione e la percezione corporea. Possono diventare luoghi di supporto e tutoraggio, come nel progetto "Educatore di Corridoio", pensato per prevenire la dispersione scolastica e favorire il benessere relazionale.

L'esempio della scuola "Erika Mann" di Berlino è illuminante: un intervento mirato su colore, luce e arredi ha trasformato i corridoi in "ambienti da fiaba", potenziando la cultura dell'apprendimento in tutto l'istituto. Non parliamo di decorazione superficiale, ma di una riqualificazione funzionale che ha cambiato il modo in cui studenti e docenti vivono la scuola.

Il principio di Hertzberger è chiaro: ogni elemento architettonico, anche quello apparentemente secondario, può diventare un'opportunità di apprendimento e socializzazione. Le scalinate, ad esempio, non devono più essere elementi di servizio da nascondere, ma strutture ampie e visibili che diventano luoghi ideali per incontri informali, performance e micro-ambienti di lavoro. I sottoscala, generalmente scomodi e inutilizzati, possono trasformarsi in angoli intimi per la lettura o la concentrazione individuale, abbassando il livello del pavimento per creare aree protette e accoglienti.

Anche le pareti possono superare la loro funzione bidimensionale per diventare elementi architettonici attivi, integrando armadiature, nicchie di studio, piani di lavoro e vetrine. È quello che Hertzberger chiama "cupboardness": la capacità dello spazio di dare un posto a persone e cose, di accogliere e contenere senza ingabbiare.

E non dimentichiamo il pavimento, specialmente nelle scuole primarie. Dislivelli e rialzi graduati creano sedute informali, aree di gioco e piani d'appoggio, riconoscendo l'abitudine naturale dei bambini a vivere lo spazio a terra, a costruire il loro rapporto con il mondo a partire da quella dimensione.

Se tecnologia e arredi sono gli elementi più visibili della trasformazione, luce e colore ne sono i protagonisti silenziosi ma fondamentali. Una corretta illuminazione non è un dettaglio tecnico, ma un fattore cruciale per il comfort visivo, il benessere psico-fisico e la capacità di concentrazione. Per questo motivo, la progettazione illuminotecnica dovrebbe sempre essere affidata a specialisti.

La luce naturale è insostituibile: garantisce il miglior benessere, scandisce il ritmo biologico e migliora rendimento e concentrazione. Il progetto deve sfruttarla al massimo, evitando però l'abbagliamento e i riflessi molesti su lavagne e schermi. L'illuminazione artificiale deve essere flessibile, adattarsi ai diversi setting d'aula, permettere la regolazione dell'intensità. L'uso strategico dell'illuminazione d'accento può creare gerarchie visive, mettendo in risalto aree specifiche e aggiungendo profondità e dinamismo allo spazio.

Anche il colore è uno strumento di progettazione potente, capace di condizionare l'umore, facilitare la socializzazione, migliorare la concentrazione. La scelta non deve essere casuale ma funzionale. L'arancione all'ingresso induce serenità ed entusiasmo, facilitando il passaggio dalla realtà familiare a quella scolastica. I colori freddi nei corridoi danno tranquillità e allargano psicologicamente gli spazi. Il giallo chiaro in aula stimola l'attività mentale e le capacità logiche, mentre il verde favorisce riflessione e calma. Il blu indaco negli spazi di lettura aiuta la concentrazione. E lasciare alcune pareti a disposizione della creatività degli studenti favorisce la personalizzazione e l'appropriazione degli spazi, facendoli sentire parte integrante della loro "casa gioiosa".

Tutto questo potrebbe sembrare teorico o inaccessibile, ma non lo è. Le nuove Linee Guida ministeriali per l'edilizia scolastica hanno adottato una logica "prestazionale", superando l'approccio prescrittivo rigido del passato. Non impongono soluzioni standard, ma definiscono le prestazioni che gli spazi devono garantire, valorizzando flessibilità e adattabilità. E soprattutto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha stanziato fondi significativi per la trasformazione degli ambienti di apprendimento attraverso l'azione "Next generation classroom" del Piano Scuola 4.0.

Ci sono già scuole che hanno fatto questo percorso con successo. All'Istituto Superiore "Fermi" di Mantova, le aule sono concepite come "studi professionali disciplinari" e sono gli studenti a spostarsi tra un'ora e l'altra, non i docenti. Questo modello valorizza il movimento – che studi neuroscientifici dimostrano influenzare positivamente la concentrazione – e favorisce la collaborazione tra docenti della stessa disciplina. Il Montessori College Oost di Amsterdam, progettato da Hertzberger, con i suoi "work balconies" dimostra come lo spazio di raccordo possa diventare un'estensione dell'aula, offrendo nicchie che bilanciano concentrazione e senso di comunità.



Loris Malaguzzi parlava dell'ambiente come del "terzo educatore", dopo l'adulto e il gruppo dei pari. Aveva ragione. L'ambiente fisico non è un semplice sfondo dell'azione educativa, ma un potente strumento in grado di abilitare o inibire pratiche didattiche, di influenzare il benessere di chi lo abita, di modellare comportamenti e identità.

Come docenti, spesso ci sentiamo impotenti di fronte all'architettura scolastica, convinti che sia qualcosa di dato, immutabile. Ma non è così. Possiamo essere promotori del cambiamento, interlocutori consapevoli nei processi di riqualificazione, utilizzatori creativi degli spazi esistenti. Possiamo iniziare a sperimentare configurazioni diverse dell'aula, a rivendicare l'uso didattico dei corridoi, a valorizzare gli angoli "dimenticati" dell'edificio.

L'obiettivo finale non è creare scuole più belle esteticamente, ma ambienti che favoriscano lo "star bene a scuola": luoghi che offrano protezione, coinvolgimento e appartenenza, che rafforzino l'identità degli studenti e li rendano protagonisti attivi del proprio percorso formativo. Perché ogni studente merita di apprendere in uno spazio che lo accolga, lo valorizzi e lo faccia sentire a casa.









sabato 15 novembre 2025

Non la solita Odissea: insegnare l'empatia con l'Intelligenza Artificiale

 
Ricordate le ore passate sui banchi di scuola a studiare l'Odissea? Epiteti, proemi, figure mitologiche che sembravano lontane, quasi polverose. Ora, immaginate di prendere quel poema epico e trasformarlo in uno strumento per capire le migrazioni di oggi, per esplorare la vostra identità e per imparare a raccontare storie con l'intelligenza artificiale. È esattamente quello che succede nel progetto “Il ritorno di Ulisse”, un percorso educativo che trasforma l’antica epopea in una lente d'ingrandimento puntata sul nostro mondo. Cosa succede quando un eroe di 3000 anni fa inizia a parlare la nostra lingua, attraverso la tecnologia che usiamo ogni giorno? Scopriamo insieme le quattro lezioni più sorprendenti emerse da questo esperimento unico.




 I Takeaway Più Sorprendenti

Primo: Ulisse non è (solo) un eroe, è il primo dei migranti

Il vero colpo di genio del progetto è il suo cambio di prospettiva. L’analisi non si ferma all’eroe astuto e coraggioso, ma scava più a fondo, presentando Ulisse come “viaggiatore, migrante, sopravvissuto, uomo tra nostalgia e desiderio”. Per rendere questo concetto un'esperienza vissuta, gli studenti non si limitano a guardare delle foto: entrano in una “galleria di immagini” allestita in classe. Durante una camminata silenziosa, osservano immagini a confronto: le fotografie dell'Afghanistan negli anni '60, pieno di vita, e le immagini di oggi, segnate dalla guerra; accanto, le foto dei barconi carichi di migranti. Guidati dal metodo "SEE-THINK-WONDER", questo parallelo visivo tra il viaggio di Ulisse e le tragedie contemporanee costruisce una consapevolezza storica e, soprattutto, un’empatia profonda. Ma come trasformare questa nuova empatia in un dialogo attivo? La risposta sta in un'inaspettata conversazione con il passato.

Secondo: Si può dialogare con il passato (grazie a un chatbot)

In questo laboratorio, gli studenti non si limitano a leggere del mito: lo interrogano. Durante l'attività "Dialogo con il mito", ogni gruppo prepara una serie di domande per un personaggio specifico – Ulisse, Penelope, Calipso, Polifemo – per scoprirne desideri, paure e motivazioni. L'innovazione sta nel "come" avviene il dialogo: il docente proietta un chatbot su una lavagna interattiva multimediale (LIM) e, facendosi operatore, permette agli studenti di "intervistare" pubblicamente il personaggio. L'attività diventa un evento collaborativo, non un'interazione privata. Questo metodo trasforma l'apprendimento da passivo ad attivo, costringendo a pensare criticamente a come porre le domande per svelare l'umanità, le contraddizioni e la modernità nascoste dietro figure millenarie. È l’incarnazione perfetta dello scopo del progetto:

Intrecciare mito e realtà, immaginazione e attualità, attraverso il tema universale del viaggio.

Terzo: La tecnologia non è la materia, ma il linguaggio

Il progetto insegna che la tecnologia non è un fine, ma un insieme di nuovi linguaggi per esprimersi. Nel laboratorio di "Visual storytelling con IA", gli studenti non usano semplicemente un generatore di immagini, ma imparano a diventare direttori artistici. Vanno oltre le richieste semplici per scrivere prompt dettagliati che specificano soggetto, azione, atmosfera e persino stile artistico, dando vita a un "museo" di opere uniche. Ma la padronanza espressiva non si ferma al visivo. Gli studenti acquisiscono fluidità in un intero ecosistema comunicativo: danno voce alle loro storie creando un "Podcast mitologico", si cimentano nel "Public Speaking" interpretando il discorso di un eroe e persino nel songwriting, componendo canzoni che legano il mito all'attualità. L’insegnamento più grande è che l'IA, la produzione audio e la performance orale non sono solo competenze tecniche, ma strumenti espressivi potenti con cui reinterpretare temi senza tempo per una nuova generazione.

Quarto: Il vero viaggio è la trasformazione personale

La struttura stessa del corso è un viaggio. Il primo incontro si apre con una domanda fondamentale: "Perché si viaggia?". Gli studenti rispondono creando una mappa concettuale a forma di "albero": le "radici" rappresentano le cause profonde del partire (guerra, povertà, amore, curiosità), mentre i "rami" simboleggiano le speranze (libertà, salvezza, casa, conoscenza). Dieci incontri dopo, nell'attività conclusiva "reloaded", la stessa domanda viene riproposta. La risposta, questa volta, è diversa, arricchita da tutto il percorso fatto. Questo processo di crescita viene documentato in un prodotto finale che è molto più di una raccolta di lavori. Non è una semplice cartellina, ma un "Diario di Bordo" meticolosamente strutturato: un journal guidato dove ogni attività, dalla mappa-albero iniziale agli script dei podcast e alle riflessioni finali, viene documentata e analizzata. Qui sta il vero obiettivo: la creazione di artefatti è il mezzo, ma il fine ultimo è la trasformazione "personale e consapevole" degli studenti e del loro modo di guardare a sé stessi e al mondo.

Conclusione: uno sguardo al futuro

“Il ritorno di Ulisse” è molto più di un progetto scolastico. È un modello potente di come l'educazione possa e debba costruire ponti: tra passato e presente, tra discipline umanistiche e tecnologia, tra apprendimento e sviluppo dell'empatia. Insegna che le storie antiche non sono reliquie da conservare in un museo, ma bussole per orientarci nella complessità del nostro tempo. E questo ci lascia con una domanda fondamentale. Se un poema antico può insegnarci tanto sul nostro presente, quante altre chiavi di lettura per il futuro si nascondono nelle storie che pensavamo di conoscere già?

mercoledì 29 ottobre 2025

Guida alla costruzione di un prompt

Costruttore di Prompt Guidato per Docenti

Costruttore di Prompt Guidato

Impara a creare prompt efficaci per l'IA, passo dopo passo.

Cos'è un Prompt?

Un prompt è semplicemente un'istruzione o una domanda che dai a un'Intelligenza Artificiale (come ChatGPT, Gemini, ecc.).
Più il tuo prompt è chiaro, dettagliato e strutturato, migliore sarà la risposta che riceverai. Pensa all'IA come a un assistente incredibilmente veloce ma molto letterale: ha bisogno di una guida precisa.

Questa pagina ti guiderà a costruire un prompt "professionale" scomponendolo nei suoi 4 elementi chiave.

Dì all'IA chi deve "essere". Questo imposta il tono, lo stile e il livello di competenza della sua risposta.

Altri esempi: "Sei un esperto di storia romana", "Agisci come un critico letterario", "Sei un tutor di matematica che spiega a un ragazzino di 10 anni".

Sii specifico su cosa deve fare. Usa verbi d'azione chiari (Scrivi, Crea, Riassumi, Spiega, Elenca, Confronta).

Altri esempi: "Crea un quiz a scelta multipla di 5 domande", "Spiega il concetto di fotosintesi", "Riassumi questo testo [incollare testo] in 3 punti chiave".

Fornisci l'informazione di sfondo necessaria. Per chi è la risposta? Qual è l'argomento? Qual è l'obiettivo?

Altri esempi: "Gli studenti hanno difficoltà a capire le frazioni", "Stiamo preparando una verifica sulla Rivoluzione Francese", "La lezione durerà 45 minuti".

Come vuoi la risposta? (Elenco, tabella, paragrafo). Ci sono limiti o cose da evitare? (Lunghezza, livello di difficoltà).

Altri esempi: "Fornisci la risposta in una tabella con 3 colonne", "Scrivi in tono formale", "Evita di menzionare la violenza", "La risposta deve essere in inglese".

Il tuo Prompt Completo

Mentre scrivi nei box a sinistra, il tuo prompt completo verrà assemblato qui sotto. Quando sei soddisfatto, copialo e incollalo nel tuo strumento di IA.

domenica 26 ottobre 2025

FONDATORI DI COLONIE: QUANDO LA STORIA DIVENTA UN’IMPRESA COLLETTIVA

 Un’esperienza di Project Based Learning sull’età arcaica greca per la scuola superiore

Presentazione audio del progetto



Nella scuola di oggi si parla spesso di “didattica attiva”, ma troppo spesso lo si fa in modo superficiale. La lezione frontale si traveste da laboratorio, si aggiunge un PowerPoint o una “ricerca”, e il gioco sembra fatto. In realtà, un vero cambiamento metodologico richiede un passo ulteriore: non far fare qualcosa agli studenti, ma farli essere qualcosa. Ed è proprio questa la logica del progetto “Fondatori di Colonie”, un percorso di Project Based Learning pensato per una classe prima di liceo e incentrato sull’età arcaica greca.

Gli studenti, anziché limitarsi a studiare cause e conseguenze della colonizzazione greca, diventano essi stessi oikistai, fondatori di una nuova colonia. Un cambio di prospettiva radicale: la storia non si racconta, si vive.

Il cuore del progetto è semplice e potente: gli studenti devono fondare una colonia greca scegliendone il sito, organizzandone l’economia, disegnandone la planimetria e scrivendone la costituzione politica. In pratica, costruiscono una polis da zero, con tutti i dilemmi, le scelte e i compromessi che questo comporta.

Questo approccio costringe ogni gruppo a pensare come un cittadino, non solo come uno studente. Le domande diventano improvvisamente reali: chi potrà essere cittadino? Come si eleggono i magistrati? È più stabile una monarchia o una democrazia? E cosa succede agli stranieri, agli schiavi, alle donne?

In questo modo la storia antica si intreccia in modo organico con l’Educazione Civica: la riflessione sui diritti, le forme di governo, la legalità e la giustizia nasce da un’esperienza concreta, non da un dettato teorico. È lo stesso spirito della Legge 92/2019, ma incarnato in un percorso che gli studenti sentono proprio.

Il progetto si articola in fasi, dal reclutamento dei “coloni” alla presentazione finale davanti all’assemblea della madrepatria. Ogni gruppo sceglie la propria polis madre, individua un territorio da colonizzare, disegna la città, scrive le proprie leggi e infine difende pubblicamente le proprie scelte.

LINK all'intervista immaginaria a un colono greco 

Il lavoro è accompagnato da schede operative strutturate e da un diario di bordo che documenta il percorso, le decisioni, le fonti consultate e le riflessioni critiche.



Gli studenti imparano a lavorare come un’équipe di esperti, suddividendosi ruoli e responsabilità: geografi, urbanisti, legislatori, storici, portavoce. Ogni decisione dev’essere motivata e documentata. Nulla è lasciato al caso: la coerenza storica è una condizione, non un ornamento.

Ma accanto al rigore c’è spazio per la creatività. C’è chi realizza planimetrie digitali, chi costruisce modellini tridimensionali, chi scrive inni o decreti solenni. È la libertà entro i confini del metodo storico a rendere il percorso così coinvolgente.

Dietro la simulazione storica si nasconde un poderoso lavoro di costruzione di competenze trasversali.

  • Competenze storiche e disciplinari: comprendere le cause della colonizzazione, analizzare fonti, usare il lessico tecnico, contestualizzare fenomeni.

  • Competenze di cittadinanza: riflettere sui diritti, sui doveri, sulle forme di governo, elaborare una costituzione.

  • Competenze sociali: collaborare, discutere, negoziare, prendere decisioni condivise.

  • Competenze digitali: produrre materiali multimediali, costruire mappe, selezionare fonti attendibili.

  • Competenze comunicative: esporre, argomentare, difendere le proprie scelte in pubblico.

È un progetto che porta la scuola nella direzione giusta: non quella della semplificazione, ma quella della profondità operativa. Gli studenti non memorizzano informazioni: le usano, le mettono alla prova, le trasformano in decisioni.

Anche la valutazione cambia forma. Accanto al voto finale, gli studenti compilano schede di autovalutazione, riflettono sul proprio contributo al gruppo e discutono apertamente i punti di forza e le criticità. È un modello che restituisce dignità cognitiva all’apprendimento: si impara a riflettere non solo su ciò che si sa, ma su come lo si è imparato.

Il risultato? Un apprendimento duraturo, consapevole e autentico. Non una sequenza di date e nomi, ma una comprensione viva del mondo greco e delle sue eredità.

“Fondatori di Colonie” funziona perché ribalta il paradigma tradizionale della lezione di storia: gli studenti diventano soggetti attivi di un’esperienza che richiede analisi, creatività e responsabilità. È una forma di apprendimento che unisce il rigore del metodo storico al dinamismo della progettazione cooperativa.

La storia, in fondo, non è solo un elenco di fatti passati: è una palestra per comprendere il presente. Quando i ragazzi scrivono la costituzione della loro colonia, stanno inconsapevolmente esercitando lo stesso pensiero civico che serve per leggere e comprendere la Costituzione italiana.

E così, nel gioco serio del PBL, la storia antica diventa un laboratorio di democrazia.
Un luogo dove la memoria del passato forma cittadini capaci di costruire — non solo colonie, ma futuri consapevoli.

domenica 19 ottobre 2025

Non un semplice taccuino: un viaggio nella lettura con l'Universal Design for Learning

Spesso, di fronte a un libro importante come "Nel mare ci sono i coccodrilli", la sfida più grande per un educatore è: come posso rendere questa storia potente e complessa accessibile, coinvolgente e significativa per tutti i miei studenti?

La risposta non sta in un'unica attività, ma in un percorso. Il taccuino di lettura (si legga il post precedente) è un esempio perfetto di come l'Universal Design for Learning (UDL) possa trasformare un compito di lettura in un'esperienza di apprendimento ricca e sfaccettata.

Non è un elenco di domande a cui rispondere, ma una mappa pensata per guidare ogni studente, con i propri stili di apprendimento e le proprie sensibilità, attraverso la storia di Enaiatollah. Il senso di questo percorso è abbattere le barriere e offrire molteplici porte d'accesso alla comprensione.

Vediamo come lo fa, seguendo i tre principi cardine dell'UDL.

Il "Perché" dell'apprendimento: Fornire molteplici mezzi di Coinvolgimento

Un lettore non motivato è un lettore che non apprende. Il taccuino lavora costantemente per agganciare l'interesse dello studente e renderlo rilevante.

  • Attiva la curiosità: Inizia con una "Domanda Guida Essenziale" ("Che cosa spinge un essere umano a lasciare tutto...?") che non ha una risposta giusta, ma stimola una riflessione profonda prima ancora di aprire il libro.

  • Connette al personale: Chiede allo studente di "sperimentare" creando una "valigia simbolica" o, più avanti, confrontando direttamente la propria vita con quella di Enaiat. Questo trasforma la storia da un evento lontano a uno specchio.

  • Valorizza l'emotività: Non si concentra solo sui fatti ("Cosa succede"), ma chiede costantemente "Emozione provata" e fornisce un "Termometro delle Emozioni". Riconosce che l'apprendimento emotivo è tanto importante quanto quello cognitivo.

Il "Cosa" dell'apprendimento: Fornire molteplici mezzi di Rappresentazione

Non tutti imparano meglio leggendo un testo scritto. L'UDL suggerisce di presentare le informazioni in formati diversi, e il taccuino lo fa fin dalla prima pagina.

  • Offre una scelta: La prima attività "Prima di iniziare" non impone un unico metodo. Offre tre opzioni: Leggi il libro, Ascolta l'audiolibro, o Guarda un documentario/intervista. Questo permette allo studente di scegliere il canale che preferisce per entrare nel contesto della storia.

  • Costruisce il contesto (Scaffolding): Non dà per scontato che lo studente conosca la situazione afghana. Fornisce attività mirate per costruire la conoscenza di base, come la ricerca su Hazara e Talebani e la tracciatura del viaggio su una mappa. Questo rimuove le barriere di comprensione prima che diventino frustranti.

  • Chiarisce il vocabolario: Una sezione apposita è dedicata a parole chiave come "trafficanti" o "resilienza", assicurando che il linguaggio non sia un ostacolo.

Il "Come" dell'apprendimento: Fornire molteplici mezzi di Azione ed Espressione

Questa è forse la parte più innovativa. Come può uno studente dimostrare ciò che ha imparato? Un saggio tradizionale funziona per alcuni, ma per altri è un muro.

  • Offre molteplici modi di "fissare" i concetti: Lo studente non deve solo scrivere un riassunto. Può anche creare Flashcard, un metodo più visivo e cinetico per consolidare le informazioni.

  • Dà la massima scelta sul prodotto finale: La "Scheda 16 - Il Mio Progetto Finale" è il cuore pulsante dell'UDL. Per condividere ciò che ha imparato, lo studente può scegliere di crear

    • Un testo scritto

    • Una traccia audio o un Podcast

    • Un Video

    • Una Mappa concettuale

    • Uno Storyboard o un Fumetto

    • Una Pagina web

Questa flessibilità permette al musicista di creare una colonna sonora, al disegnatore di creare un fumetto e all'oratore di registrare un podcast. Ognuno può usare i propri punti di forza per dimostrare la stessa, profonda comprensione.

Il senso del percorso: da lettore a pensatore critico

Il percorso tracciato da questo taccuino è chiaro: guida lo studente attraverso fasi precise.

  1. PRIMA (Attivazione): Suscitare curiosità ed empatia.

  2. DURANTE (Elaborazione): Fornire strumenti per analizzare attivamente il testo, i personaggi e le proprie emozioni.

  3. RIFLETTI (Connessione): Spingere a un livello più alto di pensiero, collegando i temi del libro (coraggio, resilienza, dignità) alla propria vita.

  4. FISSA E CONDIVIDI (Creazione): Permettere allo studente di appropriarsi della storia e trasformare ciò che ha imparato in un prodotto nuovo e personale.

Il senso di questo taccuino, allora, non è "verificare la lettura", ma costruire un'esperienza di apprendimento inclusiva. Trasforma la lettura da un atto solitario a un'indagine personale e creativa, dove ogni studente non solo comprende la storia di Enaiat, ma sviluppa anche empatia, pensiero critico e una voce per esprimere ciò che ha imparato.

Taccuino di lettura UDL: "Nel mare ci sono i coccodrilli" di Fabio Geda (versione stampabile)

TACCUINO DI LETTURA

Nel mare ci sono i coccodrilli - Fabio Geda


Nome: ___________________________________

Classe: ___________________________________

Anno scolastico: _________________________


PRIMA DI LEGGERE

SCHEDA 1 - DOMANDA GUIDA ESSENZIALE

Domanda guida: Che cosa spinge un essere umano a lasciare tutto e affrontare l'ignoto?

Obiettivo di lettura: comprendere il significato del viaggio di Enaiatollah come percorso di formazione, resilienza e libertà.

Scelte possibili:

  • Leggi: Leggi alcuni capitoli a scelta, annotando le frasi che ti colpiscono di più.
  • Ascolta: Ascolta la versione audiolibro per cogliere toni ed emozioni.
  • Guarda: Visiona un'intervista a Fabio Geda o un documentario sui migranti afghani.

Prima di iniziare:

  • Ricerca: Raccogli informazioni su Afghanistan, Talebani e rotte migratorie.
  • Sperimenta: Crea la tua "valigia simbolica" con ciò che porteresti se dovessi partire.

Scrivi qui le tue ipotesi: Cosa ti aspetti da questa storia?

 

Cosa conosci già sull'argomento? Hai mai sentito parlare di migrazioni? Conosci storie simili?

 

SCHEDA 2 - IL MIO VOCABOLARIO

Impara queste parole prima di leggere. Cerca il significato e scrivi una frase di esempio.

Parola Significato Frase esempio
Hazara    
Talebani    
Clandestino    
Trafficanti    
Resilienza    
Scafista    
SCHEDA 3 - LA MAPPA DEL VIAGGIO

Traccia sulla mappa il viaggio di Enaiatollah.

Paesi attraversati:

  • Afghanistan (Nava) - Pakistan (Quetta)
  • Pakistan - Iran (Teheran)
  • Iran - Turchia (Istanbul)
  • Turchia - Grecia (Patrasso)
  • Grecia - Italia (Torino)

(Spazio per disegnare o incollare una mappa e tracciare il percorso)

[Inserisci qui la tua mappa]

SCHEDA 4 - LE MIE ASPETTATIVE

Osserva la copertina e leggi la quarta di copertina. Poi rispondi:

  1. Cosa ti aspetti da questo libro?

     

  2. Quali emozioni pensi di provare durante la lettura?

     

  3. Secondo te, cosa significa il titolo "Nel mare ci sono i coccodrilli"?

     

DURANTE LA LETTURA

SCHEDA 5 - DIARIO DI LETTURA PER CAPITOLI

Compila questa scheda dopo ogni capitolo letto:

CAPITOLO 1

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

CAPITOLO 2

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

CAPITOLO 3

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

CAPITOLO 4

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

CAPITOLO 5

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

(Continua con gli altri capitoli...)

SCHEDA 6 - I PERSONAGGI

Crea la carta d'identità dei personaggi principali:

ENAIATOLLAH

  • Caratteristiche fisiche:
  • Tratti caratteriali:
  • Ruolo nella storia:
  • Frase che lo rappresenta:

LA MADRE

  • Caratteristiche fisiche:
  • Tratti caratteriali:
  • Ruolo nella storia:
  • Frase che la rappresenta:

UN PERSONAGGIO CHE LO AIUTA

  • Caratteristiche fisiche:
  • Tratti caratteriali:
  • Ruolo nella storia:
  • Frase che lo rappresenta:

UN COMPAGNO DI VIAGGIO

  • Caratteristiche fisiche:
  • Tratti caratteriali:
  • Ruolo nella storia:
  • Frase che lo rappresenta:
SCHEDA 7 - LE FRASI CHE MI COLPISCONO

Raccogli le frasi che ti colpiscono durante la lettura:

Citazione Pagina Perché mi ha colpito
     
     
     
SCHEDA 8 - IL TERMOMETRO DELLE EMOZIONI

Segna con una X l'intensità delle emozioni che provi durante la lettura:

Tristezza:   Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Paura:         Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Rabbia:       Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Gioia:           Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Speranza:     Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Ammirazione: Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta

SCHEDA 9 - LE MIE DOMANDE

Durante la lettura, annota le domande che ti vengono in mente:

DOMANDE SUL TESTO

DOMANDE SUI PERSONAGGI

DOMANDE SUL CONTESTO STORICO/GEOGRAFICO

RIFLETTI

SCHEDA 10 - RIFLESSIONE PROFONDA

Tre cose nuove che ho imparato:

Cosa ti ha sorpreso o meravigliato?

 

Come si connette con quello che conoscevi già?

 

Cosa non ti è ancora chiaro o ti genera confusione?

 

Quali curiosità hai? Che domande ancora ti poni?

 

SCHEDA 11 - I TEMI DEL LIBRO

Identifica i temi principali del libro e trova esempi nel testo:

IL CORAGGIO

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


LA FAMIGLIA

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


LA SOLIDARIETÀ

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


L'IDENTITÀ

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


LA RESILIENZA

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


LA DIGNITÀ UMANA

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 

SCHEDA 12 - IO E ENAIAT: CONFRONTO

Confronta la tua vita con quella di Enaiatollah:

Aspetto Enaiatollah Io
Luogo di nascita    
Famiglia    
Casa    
Scuola    
Difficoltà affrontate    
Sogni per il futuro    

Riflessione finale: Cosa ti ha fatto pensare questo confronto?

 

FISSA

SCHEDA 13 - RIASSUNTO E COMMENTO

SINTESI DEL LIBRO

Scrivi un riassunto coerente e coeso illustrando i passaggi principali.

Introduzione (Chi è il protagonista? Dove vive? Qual è la situazione iniziale?)

 

Sviluppo (Quali sono le tappe del viaggio? Cosa succede?)

 

Conclusione (Come finisce? Dove arriva Enaiat?)

 

COMMENTO PERSONALE

Esprimi le tue riflessioni personali sulla lettura.

Cosa ti è piaciuto di più:

 

Cosa non ti è piaciuto o ti ha messo a disagio:

 

Il messaggio che ti porti a casa:

 

SCHEDA 14 - I TRE CONCETTI CHIAVE

Individua e spiega i tre concetti chiave del libro:

CONCETTO CHIAVE 1

Nome del concetto:

 

Spiegazione:

 

Dove emerge nel libro (esempio):

 


CONCETTO CHIAVE 2

Nome del concetto:

 

Spiegazione:

 

Dove emerge nel libro (esempio):

 


CONCETTO CHIAVE 3

Nome del concetto:

 

Spiegazione:

 

Dove emerge nel libro (esempio):

 

SCHEDA 15 - FLASHCARD PER LO STUDIO

Crea flashcard sui personaggi, luoghi e concetti principali:

FLASHCARD 1

FRONTE (domanda/parola):

RETRO (risposta/spiegazione):


FLASHCARD 2

FRONTE (domanda/parola):

RETRO (risposta/spiegazione):


FLASHCARD 3

FRONTE (domanda/parola):

RETRO (risposta/spiegazione):


(Continua con altre flashcard...)

Suggerimento: Ritaglia le flashcard e usale per ripassare o per creare un gioco con i compagni!

CONDIVIDI

SCHEDA 16 - IL MIO PROGETTO FINALE

Pianifica il tuo progetto finale per condividere ciò che hai imparato:

PIANIFICAZIONE DEL PROGETTO

Ho scelto di creare:

  • ☐ Testo scritto
  • ☐ Traccia audio
  • ☐ Video
  • ☐ Mappa concettuale
  • ☐ Podcast
  • ☐ Storyboard
  • ☐ Pagina web
  • ☐ Fumetto
  • ☐ Altro: ___________________

Obiettivo del mio progetto:

 

Cosa voglio comunicare:

 

Materiali/strumenti necessari:

 

Fasi di lavoro:

Tempi previsti:

 

SCHEDA 17 - LA MIA RECENSIONE

RECENSIONE

Titolo della mia recensione:

 

Presentazione del libro (di cosa parla):

 

Aspetti positivi:

 

Aspetti critici (se ce sono):

 

A chi lo consiglieresti:

 

Valutazione finale (colora le stelle):

☆ ☆ ☆ ☆ ☆

SCHEDA 18 - LETTERA A ENAIAT

Scrivi una lettera immaginaria a Enaiatollah:


Luogo: ___________________ Data: ___________________


Caro Enaiat,

 

Con affetto,

___________________


Nella lettera puoi: raccontare cosa ti ha colpito della sua storia, fargli domande, dirgli cosa hai imparato da lui, condividere tue riflessioni...

AUTOVALUTAZIONE

SCHEDA 19 - LA MIA AUTOVALUTAZIONE

Rifletti sul tuo percorso di lettura:

IMPEGNO E PARTECIPAZIONE

  • Ho letto tutto il libro: ☐ Sì ☐ In parte ☐ No
  • Ho compilato il taccuino: ☐ Sempre ☐ Spesso ☐ A volte ☐ Raramente
  • Ho partecipato alle discussioni: ☐ Sempre ☐ Spesso ☐ A volte ☐ Raramente

COMPRENSIONE

Come valuti la tua comprensione del libro? (1 = per niente | 5 = completamente)

  • Trama e eventi: 1 ☐ 2 ☐ 3 ☐ 4 ☐ 5 ☐
  • Personaggi: 1 ☐ 2 ☐ 3 ☐ 4 ☐ 5 ☐
  • Temi e messaggi: 1 ☐ 2 ☐ 3 ☐ 4 ☐ 5 ☐

COSA HO IMPARATO

Le competenze che ho sviluppato:

  • ☐ Leggere con attenzione
  • ☐ Riflettere criticamente
  • ☐ Comprendere testi complessi
  • ☐ Esprimere opinioni
  • ☐ Lavorare in gruppo
  • ☐ Creare collegamenti
  • ☐ Empatizzare con gli altri
  • ☐ Argomentare

RIFLESSIONE FINALE

Cosa mi è piaciuto di più di questo percorso:

 

Cosa ho trovato difficile:

 

Cosa porterò con me di questa esperienza:

 

SCHEDA 20 - IL MIO BADGE DI LETTURA

🏆

LETTORE ESPERTO

"Nel mare ci sono i coccodrilli"


Nome: _______________________________

Ho completato il mio percorso di lettura dimostrando:

  • ☐ Impegno costante
  • ☐ Riflessione critica
  • ☐ Creatività
  • ☐ Partecipazione attiva


Data: _______________

Firma dell'insegnante: _______________

APPENDICE

RISORSE AGGIUNTIVE E GLOSSARIO

📖 PER APPROFONDIRE

Altri libri consigliati:

  • "La mia resistenza" - Ramy Essam
  • "Io vengo da" - Jenny Erpenbeck
  • "Storia di Iqbal" - Francesco D'Adamo
  • "Via dalla pazza classe" - Eraldo Affinati

Film e documentari:

  • "Come un uomo sulla terra" (documentario)
  • "Io capitano" - Matteo Garrone
  • "Sulla mia pelle" - Alessio Cremonini

Siti web utili:

  • UNHCR - Agenzia ONU per i Rifugiati
  • Save the Children
  • Amnesty International

IL MIO GLOSSARIO PERSONALE

Raccogli qui tutte le parole nuove che hai imparato:

Parola Significato Pagina
     
     
     

Taccuino di lettura UDL: "Nel mare ci sono i coccodrilli" di Fabio Geda

TACCUINO DI LETTURA

Nel mare ci sono i coccodrilli - Fabio Geda


Nome: ___________________________________

Classe: ___________________________________

Anno scolastico: _________________________


PRIMA DI LEGGERE

SCHEDA 1 - DOMANDA GUIDA ESSENZIALE

Domanda guida: Che cosa spinge un essere umano a lasciare tutto e affrontare l'ignoto?

Obiettivo di lettura: comprendere il significato del viaggio di Enaiatollah come percorso di formazione, resilienza e libertà.

Scelte possibili:

  • Leggi: Leggi alcuni capitoli a scelta, annotando le frasi che ti colpiscono di più.
  • Ascolta: Ascolta la versione audiolibro per cogliere toni ed emozioni.
  • Guarda: Visiona un'intervista a Fabio Geda o un documentario sui migranti afghani.

Prima di iniziare:

  • Ricerca: Raccogli informazioni su Afghanistan, Talebani e rotte migratorie.
  • Sperimenta: Crea la tua "valigia simbolica" con ciò che porteresti se dovessi partire.

Scrivi qui le tue ipotesi: Cosa ti aspetti da questa storia?

 

Cosa conosci già sull'argomento? Hai mai sentito parlare di migrazioni? Conosci storie simili?

 

SCHEDA 2 - IL MIO VOCABOLARIO

Impara queste parole prima di leggere. Cerca il significato e scrivi una frase di esempio.

Parola Significato Frase esempio
Hazara    
Talebani    
Clandestino    
Trafficanti    
Resilienza    
Scafista    
SCHEDA 3 - LA MAPPA DEL VIAGGIO

Traccia sulla mappa il viaggio di Enaiatollah.

Paesi attraversati:

  • Afghanistan (Nava) - Pakistan (Quetta)
  • Pakistan - Iran (Teheran)
  • Iran - Turchia (Istanbul)
  • Turchia - Grecia (Patrasso)
  • Grecia - Italia (Torino)

(Spazio per disegnare o incollare una mappa e tracciare il percorso)

[Inserisci qui la tua mappa]

SCHEDA 4 - LE MIE ASPETTATIVE

Osserva la copertina e leggi la quarta di copertina. Poi rispondi:

  1. Cosa ti aspetti da questo libro?

     

  2. Quali emozioni pensi di provare durante la lettura?

     

  3. Secondo te, cosa significa il titolo "Nel mare ci sono i coccodrilli"?

     

DURANTE LA LETTURA

SCHEDA 5 - DIARIO DI LETTURA PER CAPITOLI

Compila questa scheda dopo ogni capitolo letto:

CAPITOLO 1

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

CAPITOLO 2

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

CAPITOLO 3

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

CAPITOLO 4

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

CAPITOLO 5

  • Cosa succede:
  • Personaggi incontrati:
  • Emozione provata:

(Continua con gli altri capitoli...)

SCHEDA 6 - I PERSONAGGI

Crea la carta d'identità dei personaggi principali:

ENAIATOLLAH

  • Caratteristiche fisiche:
  • Tratti caratteriali:
  • Ruolo nella storia:
  • Frase che lo rappresenta:

LA MADRE

  • Caratteristiche fisiche:
  • Tratti caratteriali:
  • Ruolo nella storia:
  • Frase che la rappresenta:

UN PERSONAGGIO CHE LO AIUTA

  • Caratteristiche fisiche:
  • Tratti caratteriali:
  • Ruolo nella storia:
  • Frase che lo rappresenta:

UN COMPAGNO DI VIAGGIO

  • Caratteristiche fisiche:
  • Tratti caratteriali:
  • Ruolo nella storia:
  • Frase che lo rappresenta:
SCHEDA 7 - LE FRASI CHE MI COLPISCONO

Raccogli le frasi che ti colpiscono durante la lettura:

Citazione Pagina Perché mi ha colpito
     
     
     
SCHEDA 8 - IL TERMOMETRO DELLE EMOZIONI

Segna con una X l'intensità delle emozioni che provi durante la lettura:

Tristezza:   Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Paura:         Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Rabbia:       Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Gioia:           Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Speranza:     Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta
Ammirazione: Bassa ☐ ☐ ☐ ☐ ☐ Alta

SCHEDA 9 - LE MIE DOMANDE

Durante la lettura, annota le domande che ti vengono in mente:

DOMANDE SUL TESTO

DOMANDE SUI PERSONAGGI

DOMANDE SUL CONTESTO STORICO/GEOGRAFICO

RIFLETTI

SCHEDA 10 - RIFLESSIONE PROFONDA

Tre cose nuove che ho imparato:

Cosa ti ha sorpreso o meravigliato?

 

Come si connette con quello che conoscevi già?

 

Cosa non ti è ancora chiaro o ti genera confusione?

 

Quali curiosità hai? Che domande ancora ti poni?

 

SCHEDA 11 - I TEMI DEL LIBRO

Identifica i temi principali del libro e trova esempi nel testo:

IL CORAGGIO

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


LA FAMIGLIA

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


LA SOLIDARIETÀ

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


L'IDENTITÀ

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


LA RESILIENZA

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 


LA DIGNITÀ UMANA

Come emerge nel libro:

 

Esempio/citazione:

 

SCHEDA 12 - IO E ENAIAT: CONFRONTO

Confronta la tua vita con quella di Enaiatollah:

Aspetto Enaiatollah Io
Luogo di nascita    
Famiglia    
Casa    
Scuola    
Difficoltà affrontate    
Sogni per il futuro    

Riflessione finale: Cosa ti ha fatto pensare questo confronto?

 

FISSA

SCHEDA 13 - RIASSUNTO E COMMENTO

SINTESI DEL LIBRO

Scrivi un riassunto coerente e coeso illustrando i passaggi principali.

Introduzione (Chi è il protagonista? Dove vive? Qual è la situazione iniziale?)

 

Sviluppo (Quali sono le tappe del viaggio? Cosa succede?)

 

Conclusione (Come finisce? Dove arriva Enaiat?)

 

COMMENTO PERSONALE

Esprimi le tue riflessioni personali sulla lettura.

Cosa ti è piaciuto di più:

 

Cosa non ti è piaciuto o ti ha messo a disagio:

 

Il messaggio che ti porti a casa:

 

SCHEDA 14 - I TRE CONCETTI CHIAVE

Individua e spiega i tre concetti chiave del libro:

CONCETTO CHIAVE 1

Nome del concetto:

 

Spiegazione:

 

Dove emerge nel libro (esempio):

 


CONCETTO CHIAVE 2

Nome del concetto:

 

Spiegazione:

 

Dove emerge nel libro (esempio):

 


CONCETTO CHIAVE 3

Nome del concetto:

 

Spiegazione:

 

Dove emerge nel libro (esempio):

 

SCHEDA 15 - FLASHCARD PER LO STUDIO

Crea flashcard sui personaggi, luoghi e concetti principali:

FLASHCARD 1

FRONTE (domanda/parola):

RETRO (risposta/spiegazione):


FLASHCARD 2

FRONTE (domanda/parola):

RETRO (risposta/spiegazione):


FLASHCARD 3

FRONTE (domanda/parola):

RETRO (risposta/spiegazione):


(Continua con altre flashcard...)

Suggerimento: Ritaglia le flashcard e usale per ripassare o per creare un gioco con i compagni!

CONDIVIDI

SCHEDA 16 - IL MIO PROGETTO FINALE

Pianifica il tuo progetto finale per condividere ciò che hai imparato:

PIANIFICAZIONE DEL PROGETTO

Ho scelto di creare:

  • ☐ Testo scritto
  • ☐ Traccia audio
  • ☐ Video
  • ☐ Mappa concettuale
  • ☐ Podcast
  • ☐ Storyboard
  • ☐ Pagina web
  • ☐ Fumetto
  • ☐ Altro: ___________________

Obiettivo del mio progetto:

 

Cosa voglio comunicare:

 

Materiali/strumenti necessari:

 

Fasi di lavoro:

Tempi previsti:

 

SCHEDA 17 - LA MIA RECENSIONE

RECENSIONE

Titolo della mia recensione:

 

Presentazione del libro (di cosa parla):

 

Aspetti positivi:

 

Aspetti critici (se ce ne sono):

 

A chi lo consiglieresti:

 

Valutazione finale (colora le stelle):

☆ ☆ ☆ ☆ ☆

SCHEDA 18 - LETTERA A ENAIAT

Scrivi una lettera immaginaria a Enaiatollah:


Luogo: ___________________ Data: ___________________


Caro Enaiat,

 

Con affetto,

___________________


Nella lettera puoi: raccontare cosa ti ha colpito della sua storia, fargli domande, dirgli cosa hai imparato da lui, condividere tue riflessioni...

AUTOVALUTAZIONE

SCHEDA 19 - LA MIA AUTOVALUTAZIONE

Rifletti sul tuo percorso di lettura:

IMPEGNO E PARTECIPAZIONE

  • Ho letto tutto il libro: ☐ Sì ☐ In parte ☐ No
  • Ho compilato il taccuino: ☐ Sempre ☐ Spesso ☐ A volte ☐ Raramente
  • Ho partecipato alle discussioni: ☐ Sempre ☐ Spesso ☐ A volte ☐ Raramente

COMPRENSIONE

Come valuti la tua comprensione del libro? (1 = per niente | 5 = completamente)

  • Trama e eventi: 1 ☐ 2 ☐ 3 ☐ 4 ☐ 5 ☐
  • Personaggi: 1 ☐ 2 ☐ 3 ☐ 4 ☐ 5 ☐
  • Temi e messaggi: 1 ☐ 2 ☐ 3 ☐ 4 ☐ 5 ☐

COSA HO IMPARATO

Le competenze che ho sviluppato:

  • ☐ Leggere con attenzione
  • ☐ Riflettere criticamente
  • ☐ Comprendere testi complessi
  • ☐ Esprimere opinioni
  • ☐ Lavorare in gruppo
  • ☐ Creare collegamenti
  • ☐ Empatizzare con gli altri
  • ☐ Argomentare

RIFLESSIONE FINALE

Cosa mi è piaciuto di più di questo percorso:

 

Cosa ho trovato difficile:

 

Cosa porterò con me di questa esperienza:

 

SCHEDA 20 - IL MIO BADGE DI LETTURA

🏆

LETTORE ESPERTO

"Nel mare ci sono i coccodrilli"


Nome: _______________________________

Ho completato il mio percorso di lettura dimostrando:

  • ☐ Impegno costante
  • ☐ Riflessione critica
  • ☐ Creatività
  • ☐ Partecipazione attiva


Data: _______________

Firma dell'insegnante: _______________

APPENDICE

RISORSE AGGIUNTIVE E GLOSSARIO

📖 PER APPROFONDIRE

Altri libri consigliati:

  • "La mia resistenza" - Ramy Essam
  • "Io vengo da" - Jenny Erpenbeck
  • "Storia di Iqbal" - Francesco D'Adamo
  • "Via dalla pazza classe" - Eraldo Affinati

Film e documentari:

  • "Come un uomo sulla terra" (documentario)
  • "Io capitano" - Matteo Garrone
  • "Sulla mia pelle" - Alessio Cremonini

Siti web utili:

  • UNHCR - Agenzia ONU per i Rifugiati
  • Save the Children
  • Amnesty International

IL MIO GLOSSARIO PERSONALE

Raccogli qui tutte le parole nuove che hai imparato:

Parola Significato Pagina