Ci sono strumenti didattici che diamo quasi per scontati, finché non ci accorgiamo che nelle nostre aule non ci sono più. Ed è sempre più difficile procurarseli, per ragioni a cui non voglio neanche accennare ma facilmente immaginabili.
Penso, per esempio, alla carta geografica dell’Europa e alla tavola periodica degli elementi.
Per anni sono state presenze familiari sulle pareti delle aule: materiali semplici, sempre disponibili, da consultare rapidamente durante una lezione. Bastava alzare lo sguardo per localizzare un Paese, orientarsi nello spazio, cercare un elemento chimico.
Oggi, in molte classi, quelle mappe non ci sono più.
E allora ho provato a ripensarle in una forma diversa, utilizzando l’intelligenza artificiale. Ho realizzato due risorse digitali pensate per essere proiettate direttamente sulla LIM o sul monitor interattivo, così da riportare nella quotidianità della classe quello che potremmo definire un piccolo “patrimonio visivo” della scuola.
Non si tratta, però, semplicemente di trasformare una carta in un'immagine digitale. Il punto interessante, per me, è il processo: partire da un bisogno didattico reale, individuare ciò che serve davvero agli studenti e utilizzare l’AI come strumento per progettare e realizzare una risorsa funzionale a quel bisogno. La tecnologia, in questo caso, non sostituisce un materiale didattico: ci permette di ripensarlo, personalizzarlo e renderlo nuovamente presente nell’ambiente di apprendimento. E forse è proprio questa una delle direzioni più interessanti dell’AI a scuola: non cercare continuamente qualcosa di nuovo, ma anche recuperare ciò che abbiamo perso e reinventarlo per il contesto educativo contemporaneo.
- Una carta geografica dell’Europa e dell'Asia.
- Una tavola periodica.
Le condivido come esempio di una domanda che possiamo porci sempre più spesso: “Quale piccolo problema della mia aula posso risolvere, o almeno affrontare diversamente, grazie all’AI?”
È da domande come questa, più che dalla ricerca dello strumento “più sorprendente”, che secondo me può iniziare un uso realmente pedagogico dell’intelligenza artificiale.