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sabato 7 marzo 2026

NotebookLM oltre l'ovvio


Usi meno conosciuti, ma più utili, per la scuola secondaria di secondo grado


Chi lavora in aula sa che ogni nuovo strumento digitale arriva con una piccola liturgia di presentazione: l'entusiasmo del lancio, le slide del formatore, la lista di "cosa puoi fare con X". NotebookLM non ha fatto eccezione. Il risultato è che molti docenti conoscono la funzione più ovvia — carica un PDF, fai domande, ottieni risposte — e si fermano lì. Questo articolo non è un manuale introduttivo. È un tentativo di guardare più in profondità: che cosa succede quando si usa NotebookLM non per interrogare un testo, ma per costruire qualcosa a partire da esso? E cosa succede, ancora, quando lo usiamo non come sostituto del lavoro di comprensione degli studenti, ma come leva per complicarlo?

Le pagine che seguono si rivolgono a chi insegna nella scuola secondaria di secondo grado, con una particolare attenzione alle discipline umanistiche, spesso trascurate nelle proposte di didattica con l'intelligenza artificiale, come se la complessità del testo letterario o storico-filosofico fosse un ostacolo anziché il terreno più fertile.


Prima di andare oltre: gli usi ovvi

Vale la pena nominarli, anche solo per escluderli dal resto della discussione. NotebookLM permette di caricare fonti eterogenee — PDF, testi, pagine web, file audio, video YouTube — e di interrogarle con domande in linguaggio naturale. Genera riassunti automatici per ciascuna fonte. Produce una sintesi d'insieme chiamata "guida allo studio". Consente di creare quiz e un podcast audio generato a partire dai materiali caricati.

Tutto questo è utile, documentato, e abbastanza noto. Il problema è che questi usi tendono a posizionare lo studente in una postura passiva: carica, chiedi, ricevi. La comprensione diventa un prodotto del sistema, non un processo dello studente. È esattamente qui che vale la pena andare altrove.


Gli usi meno conosciuti: comprensione e produzione

1. Il notebook come spazio di confronto tra versioni e traduzioni

Uno degli usi meno esplorati consiste nel caricare versioni diverse dello stesso testo — traduzioni, edizioni critiche, riscritture — e usare NotebookLM non per ottenere una sintesi, ma per far emergere le differenze. Il sistema consente di fare domande mirate su ciascuna fonte o di chiedergli di confrontare esplicitamente come due fonti trattano lo stesso passaggio.

Questo cambia radicalmente la natura del compito: non si tratta più di capire un testo, ma di capire come funziona la mediazione del testo. È un'operazione che richiede e sviluppa competenza critica, non la aggira.

[ LATINO E GRECO ]

Esempio: Virgilio in tre voci

Materia: latino, classe IV liceo classico.

Il docente carica nell'unico notebook tre traduzioni dell'incipit dell'Eneide:

quella di Annibal Caro (XVI sec.), quella di Rosa Calzecchi Onesti (1967) e una

traduzione interlineare prodotta dalla classe stessa nella settimana precedente.


Domanda guida a NotebookLM: «In che modo le tre versioni rendono il concetto di

'fato' nei primi versi? Ci sono scelte lessicali significativamente diverse?»


NotebookLM non interpreta: mappa le differenze. Gli studenti le discutono.

Il lavoro finale è un testo argomentativo in cui ciascuno difende una scelta

traduttiva, motivando con riferimenti al testo latino.


[ ITALIANO / LETTERATURA ]

Esempio: Pirandello, le varianti d'autore

Materia: italiano, classe V.

Il docente carica due edizioni del Fu Mattia Pascal: quella del 1904 e quella

rivista del 1921 (con la prefazione seconda aggiunta da Pirandello).


Domanda guida: «Come cambia il tono del narratore nelle due versioni?

Ci sono passaggi in cui la voce sembra più distante o più ironica?»


L'attività diventa un'introduzione concreta al concetto di variante d'autore,

senza dover leggere un apparato critico in edizione filologica.


2. Il notebook come archivio di voci in dialogo

NotebookLM è costruito per lavorare su più fonti contemporaneamente, ma la maggior parte degli usi didattici lo tratta come se contenesse un unico testo da interrogare. L'uso più interessante, invece, sfrutta la possibilità di caricare fonti che non dialogano direttamente tra loro — e di forzare quel dialogo attraverso le domande.

Si tratta di costruire quello che potremmo chiamare un archivio di voci: testi di autori diversi su uno stesso problema, o documenti di epoche diverse che affrontano la stessa questione. Le domande non cercano una sintesi, ma una tensione. Il sistema aiuta a trovare il punto esatto in cui le fonti entrano in contraddizione.

[ STORIA E FILOSOFIA ]

Esempio: il problema del libero arbitrio, quattro secoli in un notebook

Materia: filosofia, classe V liceo scientifico.

Il docente carica quattro testi:

– Agostino, De libero arbitrio (estratto)

– Spinoza, Lettera a Schuller (Lettera 58)

– Kant, Critica della ragion pratica, estratto sulla libertà morale

– Sartre, L'esistenzialismo è un umanismo, estratto


Domanda guida: «In che modo ciascuno di questi autori definisce il confine tra

libertà e necessità? Esiste un punto in cui almeno due di loro si troverebbero

d'accordo, e uno in cui sarebbero in disaccordo radicale?»


L'attività prepara una discussione in classe in forma di 'processo filosofico'.

NotebookLM fornisce i riferimenti testuali; gli studenti costruiscono le argomentazioni.


[ STORIA E FILOSOFIA ]

Esempio: la Grande Guerra nei diari e nei discorsi ufficiali

Materia: storia, classe IV.

Il notebook contiene: estratti dal diario di Emilio Lussu (Un anno sull'altipiano),

un discorso di Salandra del 1915 sul 'sacro egoismo', comunicati del Comando

Supremo e lettere di soldati dal fronte (fonte: Museo della Guerra di Rovereto).


Domanda guida: «Qual è la differenza nel modo in cui viene rappresentata la guerra

nei documenti ufficiali rispetto ai testi personali? Ci sono parole ricorrenti

che cambiano significato a seconda del contesto?»


Il lavoro porta a un'analisi del discorso che gli studenti documentano

in forma di articolo per il giornale scolastico.


3. Generare domande, non risposte: il notebook come interlocutore socratico

C'è un'inversione d'uso poco praticata ma molto efficace: chiedere a NotebookLM di produrre domande invece di risposte. Il sistema, opportunamente istruito, può generare domande a partire da un corpus di testi, che il docente poi usa in classe o che gli studenti usano per prepararsi.

La differenza rispetto a un quiz automatico è sostanziale: qui non si chiede al sistema di verificare una conoscenza, ma di identificare i punti di frizione, le ambiguità, i non detti di un testo. Le domande migliori non hanno risposta immediata.

Un prompt utile da inserire nella chat di notebook: «A partire da questi testi, genera dieci domande aperte che un lettore attento potrebbe fare — domande a cui il testo accenna ma non risponde esplicitamente». Oppure: «Quali sono le tre affermazioni più contestabili presenti in questi documenti? Formula per ciascuna una domanda che inviti alla discussione».

[ STORIA DELL'ARTE ]

Esempio: Caravaggio e la critica secentesca

Materia: storia dell'arte, classe III liceo artistico.

Il notebook contiene: estratti da Bellori (Vite de' pittori, 1672) su Caravaggio,

un testo di Mancini (Considerazioni sulla pittura) e un saggio contemporaneo

sulla ricezione del naturalismo caravaggesco.


Prompt al notebook: «Quali aspetti della pittura di Caravaggio vengono giudicati

negativamente da Bellori? Genera cinque domande aperte che mettano in tensione

il giudizio seicentesco con la percezione contemporanea dell'artista.»


Le domande generate diventano il materiale per una discussione guidata in aula

davanti alle immagini delle opere citate.


4. Il notebook come memoria di un percorso: lavorare in diacronia

Un uso quasi mai menzionato nelle guide a NotebookLM è quello diacronico: usare il notebook non come contenitore di un corpus fisso, ma come archivio in costruzione, a cui si aggiungono fonti nel corso delle settimane. Il notebook diventa così la memoria scritta di un'unità didattica, e le domande che si fanno al sistema cambiano man mano che il corpus cresce.

Questo uso ha un vantaggio pedagogico preciso: rende visibile l'accumulo del sapere. A metà percorso, gli studenti possono fare a NotebookLM domande che all'inizio non avrebbero potuto fare, perché i testi necessari non erano ancora stati caricati. Questa progressione è tangibile, motivante, e didatticamente onesta.

[ ITALIANO / LETTERATURA ]

Esempio: il romanzo italiano del Novecento, settimana per settimana

Materia: italiano, classe V.

Il docente costruisce un notebook condiviso (accessibile agli studenti)

che cresce durante l'anno: si inizia con Svevo, si aggiunge Moravia, poi Calvino,

poi Fenoglio. Ogni testo nuovo viene introdotto anche chiedendo a NotebookLM:

«Rispetto ai testi già presenti, quali sono i temi che questo nuovo autore condivide

e quali invece lo distinguono nettamente?»


A fine anno, gli studenti usano il notebook per preparare l'orale: il sistema

ha 'memoria' dell'intero percorso e può aiutarli a costruire connessioni

che attraversano l'anno intero.


5. Il notebook come strumento di revisione del proprio testo

Questo è forse l'uso più trascurato, e probabilmente il più utile sul versante della produzione. NotebookLM permette di caricare un testo scritto dagli studenti stessi — un saggio, un'analisi, un articolo — insieme alle fonti da cui quel testo è stato costruito, e di fare domande sul rapporto tra le due cose.

Non si tratta di una revisione grammaticale (per quello esistono altri strumenti). Si tratta di una revisione argomentativa: il sistema può aiutare lo studente a vedere se ha citato correttamente le fonti, se la sua tesi è effettivamente supportata da quello che ha letto, se ci sono affermazioni nel suo testo che contraddicono o non trovano riscontro nel corpus.

Un prompt efficace: «Nel testo che ho caricato, ho sostenuto che [affermazione]. Nelle fonti presenti nel notebook, ci sono passaggi che supportano questa tesi? Ci sono passaggi che la contraddicono o la complicano?». Questo non sostituisce la riflessione dello studente, ma la attiva in modo molto più preciso di una semplice rilettura.

[ STORIA E FILOSOFIA ]

Esempio: il saggio filosofico sotto esame

Materia: filosofia, classe V.

Prima della consegna finale, ogni studente carica nel proprio notebook personale:

il proprio saggio (es. sul rapporto tra ragione e sentimento in Hume e Kant)

e le fonti su cui ha lavorato (estratti dei testi, eventuali saggi secondari).


Prompt: «Nel mio testo affermo che per Hume la ragione è schiava delle passioni.

Negli estratti di Hume che ho caricato, questa affermazione è supportata?

Ci sono passaggi che la sfumano o che suggeriscono una lettura diversa?»


Il sistema restituisce riferimenti puntuali. Lo studente decide se revisionare

il saggio o argomentare perché mantiene la sua interpretazione.


6. L'audio overview come strumento di accessibilità e di analisi critica

La funzione Audio Overview — che genera un podcast di circa dieci minuti in cui due voci sintetiche discutono i contenuti del notebook — è spesso presentata come una curiosità. In realtà ha applicazioni didattiche concrete che vanno oltre l'intrattenimento.

Prima di tutto, è uno strumento di accessibilità reale per studenti con DSA, in particolare per chi ha difficoltà nella lettura prolungata. L'audio consente un primo contatto con i contenuti in una modalità diversa, che può poi essere integrata dalla lettura diretta delle fonti. Non sostituisce il testo: abbassa la soglia d'ingresso.

In secondo luogo, l'audio può essere usato come materiale da analizzare criticamente. I due "speaker" generati tendono a semplificare, a volte a banalizzare, a costruire false sintesi. Chiedere agli studenti di ascoltare l'audio e poi identificare dove il podcast ha semplificato o frainteso il testo originale è un esercizio di pensiero critico ben strutturato.

[ STORIA DELL'ARTE ]

Esempio: il podcast come materiale 'da correggere'

Materia: storia dell'arte, classe IV liceo classico.

Il docente costruisce un notebook su Michelangelo (estratti da Vasari,

una scheda critica sul Giudizio universale, un saggio sull'iconografia).

Genera l'audio overview e lo fa ascoltare alla classe.


Compito: «In gruppi di tre, identificate almeno due affermazioni nel podcast

che vi sembrano semplificate o imprecise rispetto ai testi originali.

Citate la fonte che contraddice o complica quella affermazione.»


L'errore del sistema diventa la leva per la comprensione.


7. Costruire mappe argomentative, non mappe concettuali

NotebookLM non genera mappe visive, ma può essere usato per costruire il materiale testuale da cui poi tracciare una mappa argomentativa — che è cosa molto diversa da una mappa concettuale. Una mappa concettuale connette concetti. Una mappa argomentativa connette posizioni, ragioni, obiezioni e controargomentazioni.

Il workflow è questo: si caricano le fonti, si chiede al sistema di elencare le posizioni principali degli autori su un problema, le ragioni che ciascuno adduce e le eventuali obiezioni implicite. Con questo materiale, gli studenti costruiscono manualmente — su carta, su una lavagna digitale — la mappa argomentativa. Il sistema fa il lavoro di ricognizione del corpus; il pensiero lo fanno gli studenti.

[ STORIA E FILOSOFIA ]

Esempio: il problema della pena, da Beccaria a oggi

Materia: filosofia del diritto / educazione civica, classe V.

Il notebook contiene: estratti da Beccaria (Dei delitti e delle pene),

un saggio retributivista contemporaneo, un testo sulla giustizia riparativa.


Prompt: «Per ciascuna delle fonti, individua: (a) la posizione principale

sulla funzione della pena, (b) le ragioni principali addotte, (c) le obiezioni

che gli altri autori presenti potrebbero muoverle.»


Gli studenti usano il materiale per costruire una mappa argomentativa

su cartoncino A2. La mappa diventa il punto di partenza per un dibattito strutturato.


Una nota sul metodo

Guardando questi usi insieme, emerge un filo comune: NotebookLM è più utile quando lo si tratta come un sistema che fa il lavoro di ricognizione testuale — trovare, mappare, confrontare — liberando gli studenti per il lavoro che conta davvero, cioè interpretare, argomentare, decidere.

Questo non è un argomento contro lo strumento: è un argomento per usarlo bene. La domanda che vale la pena porsi prima di ogni attività non è "cosa può fare NotebookLM?" ma "che tipo di pensiero voglio che i miei studenti facciano?". La risposta a questa seconda domanda determina come usare la prima.

Un avvertimento finale, che vale per tutti gli strumenti di questo tipo: NotebookLM non ha accesso a internet durante le sessioni, lavora solo sulle fonti caricate. Questo è un limite tecnico, ma è anche una garanzia pedagogica. Quello che gli studenti ottengono dipende da quello che il docente ha deciso di mettere dentro. Il curriculum rimane una scelta umana.